Oggi abbiamo una buona notizia e una cattiva notizia.

La buona notizia è che una dimora storica torna finalmente a risplendere.

E’ lo storico teatro di Napoleone III, situato all’interno del Castello di Fontainbleau, che dopo essere rimasto per 140 anni in stato di completo abbandono riaprirà le sue sontuose porte al pubblico.

Certo, questa dimora storica si trova in Francia e non in Italia, ma quando si tratta di tutela e valorizzazione di patrimonio storico, tutto il mondo è paese.

Ok, questa era la buona notizia.

Adesso andiamo alla cattiva.

La cattiva notizia è che questo prezioso gioiello non è tornato al suo antico splendore grazie all’intervento dello Stato.

Ancora una volta lo Stato non ha mosso un dito per tutelare il patrimonio storico e culturale

Come al solito, le dimore storiche sono sempre sulla bocca di governanti, Ministri della Cultura, Ministri del Turismo, rappresentanti delle istituzioni e compagnia bella.

Salvo poi non comparire mai all’ordine del giorno quando si tratta di finanziare, sostenere e incentivare il loro recupero e la loro valorizzazione.

Ovvero quando si tratta di passare all’azione e tirare fuori i soldi.

Soldi che ci sarebbero pure ma che spesso vengono dirottati per finanziare iniziative di dubbia utilità sociale ed economica (leggi: sprecati in modi vergognosi) che noi conosciamo bene.

Dal nostro modesto punto di vista, la colpa di questa indifferenza che grava minacciosa come una Spada di Damocle sulla testa delle nostre amate dimore storiche, è degli sciocchi.

L’indifferenza degli sciocchi sta lentamente uccidendo le nostre dimore storiche

‘Sciocchi’ non in senso dispregiativo, ma in senso strettamente letterale, ovvero “persone sprovvista di scaltrezza, avvedutezza o prudenza”.

Tornando a noi, di chi è allora il merito della rinascita del Castello di Fontainbleau?

Il merito è di uno sceicco.

12 anni fa lo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan si è innamorato di questo luogo inaugurato da Napoleone e ha deciso di finanziarne il progetto di restauro.

Ha così staccato un assegno di 10 milioni di euro per ristrutturare l’opera.

– La colpa degli sciocchi, il merito degli sceicchi –

 

Sciocchi e sceicchi, dunque.

«Abbasso gli sciocchi!»

Abbasso gli sciocchi che lasciano morire la bellezza e lasciano seccare le gloriose radici del nostro passato

Abbasso gli sciocchi che sviliscono il nostro inestimabile patrimonio storico seppellendolo sotto tre metri di letale indifferenza.

Abbasso gli sciocchi che non muovono un dito ma sono sempre pronti a pontificare e lanciare proclami sulle tradizioni, sulla conservazione della cultura, sulla perdita dei valori di una volta e si riempiono la bocca di blah blah blah.

«Evviva gli sceicchi!»

Evviva gli sceicchi che arrivano dove non arrivano (o non vogliono arrivare) le istituzioni.

Evviva gli sceicchi grazie ai quali il teatro di Napoleone è oggi tornato ai suoi antichi fasti: cuscini di seta, tappeti fioriti, ornamenti dorati, lampadari e lampade splendenti, drappeggi ovunque.

Evviva gli sceicchi grazie ai quali nel castello sono rinati il foyer, le scale, i corridoi e tutto il resto è stato ripristinato con un attenzione ai gusti di metà Ottocento.

 

In realtà ti abbiamo mentito.

Le buone notizie erano due, non una.

La seconda buona notizia è che anche noi qui in Italia abbiamo i nostri ‘sceicchi’.

I nostri ‘sceicchi’ sono gli orgogliosi proprietari delle residenze d’epoca certificate dal Registro Italiano delle Dimore Storiche di Eccellenza

Un manipolo di ispirati e appassionati eroi che si sono fatti carico, sulle loro spalle, di una grande responsabilità.

Quello di assumere il ruolo di custodi del patrimonio storico e culturale italiano, combattendo ogni giorno contro l’indifferenza delle istituzioni.

Eroi che hanno deciso di investire tempo, soldi ed energia e di dedicare la loro vita a questa missione.

La loro missione è salvare la bellezza del nostro Paese.

Conservare il nostro passato per guardare al futuro con maggiore entusiasmo e speranza.

Restituire la dignità ai castelli e alle dimore storiche, farli conoscere ed apprezzare a chi ha il buon gusto e la sensibilità per coglierne tutte le sfumature d’eccellenza.

Parliamo di ‘sceicchi’ che non fanno il bagno ogni mattina nelle monete come Zio Paperone, non hanno fantastiliardi di dollari depositati in banca e non possiedono collezioni di Rolls Royce placcate oro.

– Non è questa la vera ricchezza –

 

Ma ai nostri occhi i proprietari delle residenze d’epoca italiane sono molto più ricchi di uno sceicco.

La loro immensa ricchezza è quel cuore grande (grande come la loro tenacia e determinazione) col quale stanno difendendo a spada tratta la cultura e la bellezza del nostro Paese.

Loro non molleranno mai.

E noi resteremo sempre al loro fianco.